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	<title>Claretta</title>
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	<description>Tributo a Claretta Petacci</description>
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		<title>100 anni fa nasceva Claretta Petacci</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Feb 2012 20:19:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[100 anniversario della nascita di Claretta Petacci]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>100 anni fa, il 28 febbraio 1912, nasceva a Roma Clarice Petacci meglio nota come Claretta. continua &#8230;. </p>
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		<title>Mussolini e Claretta uccisi a villa De Maria</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 15:08:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La tesi non è certamente nuova ma c’è un’altra testimonianza che vogliamo riportare. Nella sua autobiografia, il poeta Franco Loi, riporta una confidenza fattagli dall’amico partigiano Piero Bellini delle Stelle, comandante della brigata Garibaldi, responsabile dell’arresto del Duce in fuga sul lago di Como: «L’esecutore, il sedicente comandante Valerio, per certo non era Walter Audisio. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La tesi non è certamente nuova ma c’è un’altra testimonianza che vogliamo riportare. Nella sua autobiografia, il poeta <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Loi">Franco Loi</a>, riporta una confidenza fattagli dall’amico partigiano Piero Bellini delle Stelle, comandante della brigata Garibaldi, responsabile dell’arresto del Duce in fuga sul lago di Como: «L’esecutore, il sedicente comandante Valerio, per certo non era Walter Audisio. Si presentò con un generico foglietto del CLN. L’uccisione di Mussolini e della Petacci avvenne a villa De Maria, a Bonzanigo, la sera prima del giorno in cui fu dichiarata. Bellini, contrario, era stato minacciato con una pistola alla tempia».<br />
L’autobiografia del Loi, curata da  Franco Raimondi,  con titolo «<a href="http://www.garzantilibri.it/default.php?page=visu_libro&#038;CPID=2520">Da bambino il cielo</a>», è stata recentemente pubblicato dalla Garzanti.</p>
<p>http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Loi</p>
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		<title>Churchill critico sulla fucilazione di Claretta Petacci</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 15:06:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Roma, 11 mag. &#8211; (Adnkronos) &#8211; Winston Churchill non approvò né tanto meno apprezzò &#8221;il modo con il quale un popolo civile come quello italiano aveva fatto fuori Mussolini&#8221;. L&#8217;ex premier britannico &#8221;non discuteva la necessità della fucilazione, ma discuteva Piazzale Loreto e, soprattutto, l&#8217;inutile fucilazione di Claretta Petacci&#8221;. E&#8217; quanto emerge dal resoconto inedito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 11 mag. &#8211; (Adnkronos) &#8211; Winston Churchill non approvò né tanto meno apprezzò &#8221;il modo con il quale un popolo civile come quello italiano aveva fatto fuori Mussolini&#8221;. L&#8217;ex premier britannico &#8221;non discuteva la necessità della fucilazione, ma discuteva Piazzale Loreto e, soprattutto, l&#8217;inutile fucilazione di Claretta Petacci&#8221;. <span id="more-34"></span><br />
E&#8217; quanto emerge dal resoconto inedito di un incontro tra Arnoldo Mondadori e Churchill, stilato dallo stesso editore milanese, avvenuto il 24 ottobre 1955 a Roquebrune in Costa Azzurra, ospiti della villa del giornalista Emery Reves. Il documento integrale di quell&#8217;incontro è stato ritrovato negli archivi della Fondazione Mondadori a Milano, di cui ora dà conto Enrico Mannucci sulla rivista &#8216;Nuova Storia Contemporanea&#8217;, diretta dal professor Francesco Perfetti. Reves aveva fatto da tramite fra l&#8217;editore italiano e lo statista britannico per i diritti di pubblicazione delle &#8216;Memorie&#8217; di Churchill. Così Mondadori, forte di quell&#8217;amicizia, gli aveva chiesto di organizzare un colloquio per avere notizie circa l&#8217;ennesima &#8221;ultima lettera&#8221; indirizzata da Benito Mussolini al &#8221;caro Winston&#8221; e affidata il 24 aprile 1945 a un un ufficiale delle SS, Franz Spoegler, che in realtà era un agente dei servizi segreti nazisti incaricato di controllare l&#8217;amante del duce, Claretta Petacci. Interpellato sulla possibilta&#8217; che Churchill avesse ricevuto da Spoegler, il quale aveva avuto da Mussolini l&#8217;incarico di consegnargli, nei fatali giorni del 1945, una lettera a lui indirizzata, l&#8217;ex capo del governo di Londra rispose che molto desiderava &#8221;conoscere il testo di questa lettera ma che, naturalmente, non avrebbe mai ricevuto Spoegler&#8221;.<br />
Nel corso della conversazione con Mondadori, annotò lo stesso Arnoldo nell&#8217;appunto conservato a memoria futura, Churchill su Mussolini espresse un giudizio &#8221;in un certo senso affettuoso, o per lo meno assolutorio&#8221;, mentre si infuriò a sentire nominare Adolf Hitler, definito &#8221;un criminale comune&#8221;. </p>
<p><a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Cultura/?id=3.0.3301432967">Fonte</a></p>
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		<title>Una poesia per Claretta</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 19:24:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[poesia lirica claretta petacci tributo]]></category>

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		<description><![CDATA[Una cortese signora spagnola ci ha inviato una lettera con una poesia dedicata a Claretta Petacci. Riteniamo doveroso, ormai prossimi all’anniversario dell’uccisione dell’amante del Duce, pubblicarla integralmente: Estimad@s señor@s: les envío un soneto en el que nombro a Clara Petacci más o menos directamente, les envío la traducción al italiano que ha hecho un amigo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una cortese signora spagnola ci ha inviato una lettera con  una poesia dedicata a Claretta Petacci. Riteniamo doveroso, ormai prossimi all’anniversario dell’uccisione dell’amante del Duce, pubblicarla integralmente:<br />
<span id="more-33"></span><br />
<em>Estimad@s señor@s: les envío un soneto en el que nombro a Clara Petacci más o<br />
menos directamente, les envío la traducción al italiano que ha hecho un amigo<br />
mío junto al original en español. </p>
<p>Les saluda muy cordialmente</p>
<p>Teresa</p>
<p>Il colore della pioggia si è addormentato<br />
nell’angolo sinuoso del mio viso,<br />
linciata dal paese come Clara,<br />
tremula davanti al tempio dell’oblio.</p>
<p>Sono ombra di donna immacolata<br />
che avvolge le soffitte e li bacia<br />
e a chi dà la mano e a chi duole<br />
squartare la culla e il reticolato.</p>
<p>Argenti mangerò nella sepoltura,<br />
nasconderò il mio pianto nella pazzia,<br />
il nero quasi puro se non fosse</p>
<p>per la schiuma di un mare e il suo arbitrio,<br />
il gabbiano che vola sopra il fiume<br />
e sa che non esiste già la riva.</p>
<p>El color de la lluvia se ha dormido<br />
en la esquina sinuosa de mi cara,<br />
linchada por el pueblo como Clara,<br />
temblorosa ante el templo del olvido. </p>
<p>Soy sombra de mujer inmaculada<br />
que azota los desvanes y los besa<br />
y que le tiende la mano y que le pesa<br />
descuartizar la cuna y la alambrada. </p>
<p>Azogue comeré en la sepultura,<br />
esconderé mi llanto en la locura,<br />
el negro casi puro si no fuera</p>
<p>por la espuma de un mar y su albedrío,<br />
la gaviota que vuela sobre el río<br />
y sabe que no existe la ribera.</em></p>
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		<title>Guido Mussolini non si arrende!</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 21:35:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gli avvocati di Guido Mussolini hanno avanzato formale domanda di riapertura delle indagini per l’uccisione di Benito Mussolini. L’istanza è stata inviata alla Corte d’Appello di Milano, alla Procura di Como, al pubblico ministero Maria Vittoria Isella, alla Procura Generale presso la Corte Suprema di Cassazione di Roma. I particolari nell’articolo apparso sul Corriere di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli avvocati di Guido Mussolini hanno avanzato formale domanda di riapertura delle indagini per l’uccisione di Benito Mussolini. L’istanza è stata inviata alla Corte d’Appello di Milano, alla Procura di Como, al pubblico ministero Maria Vittoria Isella, alla Procura Generale presso la Corte Suprema di Cassazione di Roma.<br />
<span id="more-32"></span><br />
I particolari nell’articolo apparso sul Corriere di Como Online del 10 Aprile 2009 che riportiamo fedelmente di seguito.</p>
<p><strong>Caso Mussolini, chiesta la riapertura</strong></p>
<p><em>L’avevano annunciato. Ora hanno materialmente compiuto il primo passo. Gli avvocati di Guido Mussolini, nipote del duce, hanno formalmente avanzato la domanda di riapertura delle indagini per l’uccisione del fondatore del fascismo. L’istanza è stata inviata a mezzo raccomandata alla Corte d’Appello di Milano, alla Procura di Como &#8211; e nello specifico al pm Maria Vittoria Isella &#8211; e alla Procura Generale presso la Corte Suprema di Cassazione di Roma.<br />
«Il primo elemento &#8211; spiega l’avvocato Morganti &#8211; è che proprio nelle conclusioni del giudice per le indagini preliminari di Como venne stabilito che l’uccisione di Benito Mussolini avvenne il 28 aprile 1945 ma nella casa De Maria, dove il duce e Claretta Petacci vennero sorpresi in posizione supina e in abbigliamento succinto». In realtà, poi, l’archiviazione maturò proprio per l’affermata mancanza di premeditazione del delitto, per la sopraggiunta prescrizione dei fatti, per la mancata considerazione dello status di Capo di Stato della Rsi di Mussolini e comunque perché l’episodio fu definito atto di guerra. Fattore, questo, che se non riconosciuto avrebbe potuto aprire qualche spiraglio in più sulla prosecuzione della vicenda processuale.<br />
«Il Tribunale di Como &#8211; prosegue l’avvocato Morganti &#8211; ha però stabilito con certezza che fu un omicidio e noi chiediamo dunque che si individuino gli autori materiali del reato e i mandanti. Ma soprattutto chiediamo che si cerchino di acquisire i documenti giacenti nell’Archivio storico britannico e al ministero per gli Affari esteri d’Italia, e ancor più i film esistenti nella sede centrale della Cia negli Usa. Servirebbe poi procedere al sequestro della pistola e del mitra precedentemente giacenti al Museo nazionale di Tirana, in Albania, e ora misteriosamente spariti». Tutti materiali &#8211; compresa altra documentazione «giacente nell’Archivio storico britannico a firma dell’ambasciatore del Regno Unito in Italia e inviata all’epoca a Winston Churchill» &#8211; che secondo i legali del nipote del duce potrebbero giustificare la riapertura delle indagini sul fatidico 28 aprile 1945.<br />
In attesa di sviluppi, comunque, gli avvocati di Guido Mussolini &#8211; probabilmente accompagnati dal nipote del duce &#8211; saranno a Como alla fine di aprile. «Probabilmente proprio il 28, lo stesso giorno dei fatti del 1945 &#8211; dice l’avvocato Luciano Randazzo &#8211; E questa volta siamo convinti di riuscire ad andare fino in fondo su una vicenda che deve essere chiarita una volta per tutte». Insomma, ancora una volta, il giallo dei gialli farà discutere. Se nelle aule di Tribunale o soltanto nei bar del Lario è ancora tutto da scoprire.</em></p>
<p>Emanuele Caso</p>
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		<title>Mussolini scrive di Claretta &#8230;.</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 20:05:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mussolini scrive riguardo alla sua amante Claretta Petacci: “i suoi occhi erano come quelli del gatto cambiavano colore, l’amore è il più caldo dono che Dio ha dato all’uomo”. E’ una delle anticipazioni di un libro di prossima pubblicazione sui diari segreti del Duce di Marcello dell’Utri in occasione di un convegno del circolo del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mussolini scrive riguardo alla sua amante Claretta Petacci: “i suoi occhi erano come quelli del gatto cambiavano colore, l’amore è il più caldo dono che Dio ha dato all’uomo”. E’ una delle anticipazioni di un libro di prossima pubblicazione sui diari segreti del Duce di Marcello dell’Utri in occasione di un convegno del circolo del Buon Governo Irpinia presieduto dall’onorevole Marco Pugliese tenutosi a Torella dei Lombardi in provincia di Avellino.<span id="more-31"></span></p>
<p>Come è  noto, i presunti diari di Mussolini sono gelosamente custoditi dal senatore dell’Utri che ne ha tratto un libro dal titolo “I diari inediti di Mussolini” che andrà in stampa presumibilmente verso la fine di quest’anno. Il Mussolini che esce fuori dagli scritti è molto diverso da quello che una Storia di parte ci ha tramandato.</p>
<p>Ma i diari in possesso a dell’Utri sono autentici? Il senatore del PdL, incalzato dal giornalista di RaiDue Luciano Guelfi,  chiarisce: “Se fossero falsi sarebbe stato un genio l’autore. Ci sono episodi della vita che nessuno poteva conoscere annuncia Dell’Utri e questa confidenza è stata fatta direttamente da Romano Mussolini. Poi c’è una perizia calligrafica e anche i tempi e i modi coincidono con la storia”.</p>
<p><a href="http://www.irpinianews.it/Politica/news/?news=45507">Fonte</a></p>
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		<title>Claretta Petacci: i diari del 1938</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 10:12:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ogni anno vengono resi pubblici tutti i documenti secretati risalenti a 70 anni prima. Quest&#8217;anno è stata la volta dei diari personali di Claretta Petacci datati 1938. In quell&#8217;anno Mussolini aveva 54 anni e la sua amante solo 25. La loro relazione era nel pieno fulgore. Mussolini aveva conosciuto la Petacci nel 1932. Nel 1936 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni anno vengono resi pubblici tutti i documenti secretati risalenti a 70 anni prima.  Quest&#8217;anno è stata la volta dei diari personali di Claretta Petacci datati 1938. In quell&#8217;anno Mussolini aveva 54 anni e la sua amante solo 25. La loro relazione era nel pieno fulgore. Mussolini aveva conosciuto la Petacci nel 1932. <span id="more-30"></span>Nel 1936 erano diventati amanti. La relazione era tenuta segreta. Il Duce telefonava spesso a Claretta che era molto gelosa conoscendo bene l&#8217;animo donnaiolo di Mussolini. </p>
<p>Dai diari della giovane non trapelano retroscena politici, ma mostrano un Mussolini innamorato e appassionato che tra gli impegni di un anno difficile come il 1938 trova il tempo per sentirla sistematicamente più volte al giorno, spesso per incontrarla per poi tornare a casa da donna Rachele. </p>
<p>Le pagine dei diari di Claretta del 1938 sono state sintetizzate da Mauro Suttura e pubblicate su “Oggi” del 4 marzo 2009. Uno stralcio si può leggere sul blog dell&#8217;autore a <a href="http://maurosuttora.blogspot.com/2009/01/inedito-claretta-e-benito.html">questo</a> indirizzo.</p>
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		<title>Morto Domenico Leccisi. Trafugò la salma del Duce dopo Piazzale Loreto</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 14:43:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[benito mussolini]]></category>
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		<description><![CDATA[Si è spento domenica 2 Novembre, nel giorno della commemorazione dei defunti, al Pio Albergo Trivulzio di Milano, Domenico Leccisi, l’uomo che nella notte tra il 22 e il 23 aprile 1946 trafugò la salma di Benito Mussolini. Il Leccisi, deputato Msi dal 1953 al 1963, è noto per aver individuato le spoglie dell Duce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è spento domenica 2 Novembre, nel giorno della commemorazione dei defunti, al Pio Albergo Trivulzio di Milano, Domenico Leccisi, l’uomo che nella notte tra il 22 e il 23 aprile 1946 trafugò la salma di Benito Mussolini.</p>
<p>Il Leccisi, deputato Msi dal 1953 al 1963, è noto per aver individuato le spoglie dell Duce sepolte in assoluto anonimato nel cimitero <span id="more-29"></span>milanese di Musocco e per averle trafugate con l&#8217;aiuto di due compilici. La salma venne poi affidata al convento di Sant’Angelo. In seguito, recuperate dalle autorità, le spoglie vennero trasportate nel convento dei cappuccini di Cerro Maggiore nei pressi di Legnano. Vi rimasero fino al 1957 quando il governo le restituì alla famiglia che ne dispose sepoltura a Predappio.</p>
<p>La vicenda è raccontata nel libro &#8216;La salma nascosta &#8211; Mussolini dopo piazzale Loreto da Cerro Maggiore a Predappio (1946-1957)&#8217;, di Fabio Bonacina, edito da Vaccari. Per maggioti informazioni <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Cultura/?id=3.0.2667323078">cliccare qui</a></p>
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		<title>Morte del Duce e della Petacci: Respinto il ricorso di Guido in Cassazione</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 08:09:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dichiarato inammissibile il ricordo di Guido Mussolini dalla prima sezione penale della Cassazione. I legali del nipote del Duce non escludono nuove istanze magari legate all&#8217;emergere di nuovi elementi sulla vicenda. Di seguito l&#8217;eco sulla stampa della notizia della decisione della Cassazione. Roma, 10 apr. (Adnkronos) &#8211; Non ci sara&#8217; nessuna inchiesta sulla morte di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dichiarato inammissibile il ricordo di Guido Mussolini dalla prima sezione penale della Cassazione. I legali del nipote del Duce non escludono nuove istanze magari legate all&#8217;emergere di  nuovi elementi sulla vicenda. Di seguito l&#8217;eco sulla stampa della notizia della decisione della Cassazione. </p>
<p>Roma, 10 apr. (Adnkronos) &#8211; Non ci sara&#8217; nessuna inchiesta sulla morte di Benito Mussolini. Lo ha deciso la <span id="more-28"></span>prima sezione penale della Cassazione dichiarando inammissibile il ricorso presentato da Guido Mussolini, il nipote del Duce, che si era opposto alla decisione del gip di Como dello scorso ottobre di archiviare l&#8217;inchiesta sulla morte del nonno. Il Duce venne ucciso il 28 aprile del 1945 con Claretta Petacci a Giulino di Mezzegra nel comasco e la difesa di Guido Mussolini chiedeva di non archiviare l&#8217;inchiesta sulla morte del Duce sostenendo che si trattava di un prigioniero di guerra e che la sua morte andava trattata alla stregua di quella di un capo di Stato. La Cassazione non ha condiviso la linea difensiva e si e&#8217; allineata alle richieste del pm Alfredo Montagna che aveva chiesto di archiviare l&#8217;inchiesta sulla morte. </p>
<p>(Dav/Pe/Adnkronos)<br />
10-APR-08 18:23</p>
<p><strong>Morte di Mussolini, per la Cassazione l&#8217;inchiesta va archiviata</strong></p>
<p>La Cassazione ha chiuso definitivamente &#8211; almeno per questa fase &#8211; il procedimento e le indagini sull&#8217;uccisione di Benito Mussolini, aperti lo scorso anno su iniziativa di Guido, nipote del duce. Ieri sera, la prima sezione penale ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal discendente di Mussolini contro l&#8217;archiviazione del caso disposta lo scorso primo ottobre dal gip di Como. Contro la riapertura delle indagini e dell&#8217;inchiesta sull&#8217;uccisione di Benito Mussolini si era pronunciato nella stessa giornata di ieri anche il procuratore generale della Cassazione, Alfredo Montagna.<br />
Le motivazioni addotte a favore della prosecuzione del procedimento da parte dei legali del nipote del duce, Carlo Morganti e Luciano Randazzo, vertevano sul fatto che la motivazione del gip fosse &#8216;meramente apparente&#8217; e che l&#8217;omicidio di Mussolini non potesse essere dichiarato prescritto &#8216;perché non si tratta di un omicidio ordinario ma dell&#8217;uccisione di un capo di Stato in violazione della legge sui prigionieri di guerra&#8217;.<br />
«Posso già dichiarare &#8211; ha dichiarato ieri sera l&#8217;avvocato di Guido Mussolini, Luciano Randazzo &#8211; che comunque non ci fermeremo qui e siamo pronti a presentare una nuova richiesta di riapertura del caso». I legali di Guido Mussolini, in effetti, sostengono da tempo di avere nuove prove sull&#8217;esecuzione del duce.<br />
«Esistono le ormai famose carte inglesi custodite nell&#8217;archivio storico britannico &#8211; sostiene Randazzo &#8211; oltre ai filmati presenti in una sede americana della Cia. Si tratta di elementi importanti e già da tempo avevamo chiesto l&#8217;acquisizione di queste nuove prove, che però ci è sempre stata negata. Siamo pronti ora a presentare una nuova richiesta di riapertura delle indagini alla luce di queste prove che a nostro avviso non possono essere trascurate».<br />
Riguardo al filmato, secondo le ricostruzione dei legali di Guido Mussolini, negli archivi dei servizi segreti statunitensi vi sarebbe ben più di un semplice documento sulla fine del duce. Nella sede di Langley, in Virginia, sarebbe conservato e tuttora archiviato come top secret un filmato di tre minuti sui fatti di Giulino di Mezzegra. Si tratterebbe di un documento ripreso da un videoamatore e subito fatto sparire.<br />
L&#8217;avvocato Randazzo, nell&#8217;autunno scorso, parlò anche di un aggancio diretto con alcune fonti americane per recuperare il filmato. Uno scenario che finora non si è tradotto in pratica. Secondo la vulgata ufficiale, Benito Mussolini, insieme con la storica amante Claretta Petacci, venne ucciso da un commando di partigiani comunisti il 28 aprile 1945 a Giulino di Mezzegra davanti al cancello di Villa Belmonte poco dopo le 16 del pomeriggio. Negli anni, però, la versione è stata ripetutamente messa in dubbio. </p>
<p>Corriere di Como online &#8211; Venerdì  11-04-2008  15:02  </p>
<p><strong>«L&#8217;uccisione di Mussolini fu legale»</strong></p>
<p>ROMA – Non ci sarà un processo sull&#8217;uccisione di Benito Mussolini, l’uomo che per più di vent&#8217;anni tenne l’Italia sotto la dittatura fascista: lo ha deciso la Cassazione che non ha accolto la richiesta di Guido, uno dei nipoti del duce, di riaprire l’inchiesta sugli ultimi momenti di vita del nonno.<br />
Con la decisione della Suprema Corte – Prima sezione penale – è stata scartata l’ipotesi che la morte di Mussolini sia stata commissionata dagli inglesi ai partigiani di Luigi Longo. E che, dunque, si sia trattato dell’omicidio di un Capo di Stato deciso da una nazione straniera e sul quale la prescrizione non è maturata. Anche la Procura di Piazza Cavour, rappresentata da Alfredo Montagna, aveva chiesto che il reclamo del figlio di Vittorio Mussolini fosse dichiarato «inammissibile» e che venisse confermata l’ordinanza di archiviazione del caso disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Como, competente territorialmente, il 1° ottobre del 2007.<br />
Nel Comasco, infatti, furono uccisi il 28 aprile 1945 – dopo essere stati catturati dai partigiani – il duce e la sua amante Claretta Petacci. Ma il tentativo di riapertura delle indagini è stato fatto dal discendente del “capo” del fascismo solo per quanto riguarda la sorte del nonno. A sostenere la necessità di andare avanti con l’inchiesta sono stati gli avvocati Carlo Morganti e Luciano Randazzo.<br />
Nonostante l’udienza si sia svolta a porte chiuse senza la partecipazione diretta dei difensori e del Pg che hanno parlato solo con gli atti scritti – come sempre avviene quando la trattazione riguarda solo aspetti procedurali – l&#8217;avvocato Morganti (un garbatissimo e mite ma lucido ottantenne) è venuto stamani in Cassazione indossando la toga, come se dovesse parlare innanzi ai supremi giudici. Già prima della decisione, Morganti ha tenuto a dire che anche in caso di “sconfitta” davanti agli “ermellin” «in un futuro, qualora emergessero prove nuove, potremo sempre tornare a chiedere un supplemento di indagini».<br />
Adesso i supremi giudici hanno trenta giorni di tempo per depositare le motivazioni del verdetto che pone fine al tentativo di riscrivere la storia e di portare sul banco degli imputati i partigiani ancora in vita e coinvolti nella fine di Mussolini. Si dilegua così anche il rischio che rogatorie – della magistratura italiana dirette a Downing Street &#8211; creino crisi diplomatiche.</p>
<p>laGazzattadelMezzogiono.it  11/4/2008</p>
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		<title>Claretta sulla seconda rete tedesca ZDF</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Oct 2007 07:19:18 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci ha contattati Cecilia Piti che, per la realizzazazione di un  documentario per la Redazione di Storia Contemporanea della seconda rete tedesca ZDF, ricerca contatti con famigliari di Miriam<br />
Petacci o altre persone in grado di dare testimonianza diretta sulla vita e la persona di Claretta Petacci. </p>
<p>Gli interessati che possono dare delle indicazioni o offrire delle testimonianze sono invitati a <a href="http://www.claretta.org/index.php/contatto/">contattarci</a> e provvederemo a metterli in contatto con la signora Piti.</p>
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