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Si è spento domenica 2 Novembre, nel giorno della commemorazione dei defunti, al Pio Albergo Trivulzio di Milano, Domenico Leccisi, l’uomo che nella notte tra il 22 e il 23 aprile 1946 trafugò la salma di Benito Mussolini.

Il Leccisi, deputato Msi dal 1953 al 1963, è noto per aver individuato le spoglie dell Duce sepolte in assoluto anonimato nel cimitero continua…

Dichiarato inammissibile il ricordo di Guido Mussolini dalla prima sezione penale della Cassazione. I legali del nipote del Duce non escludono nuove istanze magari legate all’emergere di nuovi elementi sulla vicenda. Di seguito l’eco sulla stampa della notizia della decisione della Cassazione.

Roma, 10 apr. (Adnkronos) - Non ci sara’ nessuna inchiesta sulla morte di Benito Mussolini. Lo ha deciso la continua…

Ci ha contattati Cecilia Piti che, per la realizzazazione di un documentario per la Redazione di Storia Contemporanea della seconda rete tedesca ZDF, ricerca contatti con famigliari di Miriam
Petacci o altre persone in grado di dare testimonianza diretta sulla vita e la persona di Claretta Petacci.

Gli interessati che possono dare delle indicazioni o offrire delle testimonianze sono invitati a contattarci e provvederemo a metterli in contatto con la signora Piti.

L’avvocato del nipote del duce, Luigi Randazzo, sostiene l’esistenza di un filmato sulla fine del Duce (e forse anche sull’esecuzione di Claretta Petacci) che si troverebbe nella sede centrale della Cia a A Langley, in Virginia. Il filmato, di tre minuti, sarebbe tuttora archiviato come top secret e quindi inaccessibile agli organi di stampa.
Riportiamo, di seguito, l’articolo di Paolo Moretti su quest’ultimo giallo apparso sul Corriere di Como On Line il 03-10-2007 .

Caccia al filmato segreto della Cia sull’uccisione di Benito Mussolini
Il legale del nipote del duce non si rassegna. Adesso cerca negli Usa

È l’acronimo onnipresente in ogni intrigo internazionale che si rispetti. Ovviamente non poteva mancare nel giallo storico per eccellenza: le ultime ore di Benito Mussolini. continua…

Non ci sembra il caso di aggiungere commenti. Vi riportiamo solo la notizia tratta dal sito www.agi.it

MUSSOLINI: GIP, FUCILATO IN GUERRA, ESECUTORI NON PUNIBILI

(AGI) - Como, 1 ott. - Benito Mussolini fu ucciso “per ragioni inerenti alla guerra” e per questo gli esecutori non possono essere puniti. E’ la decisione presa oggi dal Giudice delle Indagini Preliminari di Como, Nicoletta Cremona, sulla morte del Duce. I legali di Guido Mussolini non si danno per vinti e fanno sapere che potrebbero ricorrere alla Corte Europea non prima di aver letto attentamente le motivazioni, riassunte in cinque pagine, che hanno indotto il Gip ad accogliere la richiesta di archiviazione avanzata dal Sostituto Maria Vittoria Isella della Procura di Como. Una archiviazione che appariva scontata ancor prima che fosse aperta l’inchiesta. continua…

Nelle prossime ore dovremmo sapere se l’inchiesta sull’uccisione di Benito Mussolini e della sua amante Claretta Petacci avrà un seguito o verrà archiviata.
Di seguito riportamo alcuni articoli pubblicati sul Corriere di Como On Line che riassumono quanto successo ed emerso negli ultimi giorni e, in particolar modo, illustrano la tesi dell’avvocato Luciano Randazzo, legale di Guido Mussolini, che attribuisce l’esecuzione ad elementi dei servizi inglesi. A suo giudizio si tratterebbe o di un delitto premeditato oppure di un delitto contro un capo di Stato, quindi, in entrambi i casi, delitti tuttora perseguibili dalla legge.
Questa tesi è avvalorata anche dalla dichiarazione di Urbano Lazzaro. Il partigiano che catturò Mussolini, nel 1995, sostenne che il Duce e la Petacci erano già morti da quattro ore quando avvenne l’”esecuzione” partigiana.

Mussolini ucciso nel sonno
La tesi è emersa ieri a Palazzo di Giustizia durante l’udienza sulla morte del capo del fascismo
Gli spari contro il Duce e Claretta Petacci a Mezzegra in casa De Maria

Benito Mussolini e Claretta Petacci dormono, in una stanza di casa De Maria a Mezzegra. La porta della loro cella si apre. Due o più persone entrano, puntano le armi e fanno fuoco. continua…

Riportiamo integralmente un articolo pubblicato ieri sul Corriere di Como On Line. L’articolo riporta le parole di Ernesto Volontè il pensionato comasco che ha deciso di raccontare la ’sua’ verità sulla morte del Duce e della Petacci.

«Macché morta. È viva e abita in Valtellina, dalle parti di Sondrio». Che la partigiana ‘Gianna’ non sia stata uccisa, contrariamente a ciò che racconta la storia, è Ernesto Volontè, 72 anni, comasco, il ’supertestimone’ che ha deciso di raccontare la ’sua’ verità sulla morte del Duce. «Io ho la certezza che la Gianna sia viva e so che alcuni mesi all’anno vive vicino a Sondrio, sotto falso nome. Mi risulta che paghi anche l’Ici. Alcuni anni fa l’ho vista di persona, era a braccetto con un altro ex partigiano». Poi spiega: «Io penso che Claretta Petacci sia stata uccisa da lei. Ma è una supposizione».

Il 27 settembre si fa sempre più vicino. E’ la data in cui il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Como, Nicoletta Cremona, dovrà decidere se si dovrà fare un processo per la morte di Benito Mussolini e della sua compagna Clara Petacci.

Intanto mercoledì 12 settembre, un pensionato si è presentato al palazzo di giustizia di Como e ha depositato una memoria scritta sui fatti del 27 e 28 aprile 1945. L’uomo, che ha dichiarato di non aver parlato finora in quanto minacciato di morte, sostiene di essere un testimone diretto della cattura del Duce.
continua…

Le vicende del cadavere del Duce sono ricostruite nel libro di Fabio Bonacina “La salma nascosta. Mussolini dopo Piazzale Loreto da Cerro Maggiore a Predappio (1946-1957)” edito da Vaccari. La prima edizione del libro risale al 2004 e la seconda esce ora in occasione del cinquantenario dell’inumazione. Bonacina non solo si è basato su fonti dell’epoca ma ha raccolto molte testimonianze in presa diretta tracciando il percorso tormentato dei miseri resti di Mussolini fino alla sepoltura a Predappio. continua…

Guido Mussolini, figlio di Vittorio Mussolini e nipote del Duce, non si arrende. Come poteva essere altrimenti? Buon sangue non mente! Secondo lui, l’uccisione di Benito Mussoline e Claretta Petacci, è un omicidio comune e non un’esecuzione di Stato.
continua…

Egregi Connazionali,

Grazie tante per aver creato questo sito web, che spero crescerà
ancora. Sono un italiano di terza genearazione, mio nonno materno era nativo di Fallo (CH) in Abruzzo.

Dal 1994 tengo contatto con diverse pubblicazione storiche
italiane, quindi sono a conoscenza della truce fine di Claretta Petacci, ma mi rallegra che nella Madrepatria le cose continua…

TRIESTE - “Non possiamo e non dobbiamo prendere le armi, che poi non abbiamo”: è questo - ha riferito il senatore Marcello Dell’Utri - uno dei passaggi contenuti nei diari dal 1935 al ‘39 ritenuti di Benito Mussolini, di cui e’ entrato in possesso e che ha avuto modo di leggere. In merito ai rapporti con i tedeschi e sulla guerra il senatore di Forza Italia - oggi a Trieste per una riunione dei Circoli della Libertà - ha riferito che nei diari “c’é una giornata in particolare, mi sembra il 30 o il 31 agosto del ‘39, in cui commenta che ‘non possiamo e non dobbiamo prendere le armi che poi non abbiamò. Questa - ha detto Dell’Utri - è un’affermazione precisa. Poi - ha aggiunto - dice dei tedeschi che sono alleati ma che potrebbero essere continua…

(AGI) Como, 26 Gen. - E’ destinato a finire in cantina, dove si trovano gli archivi, del Palazzo di Giustizia di Como il fascicolo di inchiesta recentemente aperto per far luce sulla morte di Benito Mussolini. Il Sostituto Maria Vittoria Isella ha ormai quasi concluso gli accertamenti giungendo alla conclusione che, a tanti anni di distanza, non e’ possibile raccogliere elementi tali da suffragare l’ipotesi di omicidio premeditato. In questi mesi il magistrato ha raccolto una mole di documentazione ma non il filmato che, stando a Guido Mussolini, figlio di Vittorio e nipote del Duce, avrebbe dovuto ritrarre gli ultimi istanti di vita di suo zio e di Claretta Petacci. Un filmato che, continua…

Italiani d’accordo: sbagliato uccidere Benito Mussolini

di ALESSANDRO GNOCCHI

Mussolini non doveva morire. Piazzale Loreto è una vergogna nazionale. È l’opinione del 51% degli italiani interpellati dall’Ispo di Renato Mannheimer in occasione di un sondaggio i cui dati completi sono stati comunicati ieri sera a Porta a Porta. Il mito dell’antifascismo duro e puro si direbbe tramontato per sempre. E ancora più ampio sembra il fossato che divide gli editorialisti dei giornali progressisti dal resto del Paese. Solo l’8% del campione ha dichiarato di continua…

L’impiccagione dell’ex dittatore iracheno Saddam Hussein ha aperto una polemica tra il governo di Bagdad e molti governanti europei in particolare con Prodi che si era dichiarato sgomento per l’accaduto.
Yassim Majid, uno dei consiglieri del premier iracheno Nuri al Maliki, in una intervista telefonica all’emittente Tv di stato al Iraqiya, ha respinto con durezza continua…

Questo sito vuole essere un tributo a Clara Petacci, la donna legata sentimentalmente a Benito Mussolini. Claretta fu uccisa insieme al Duce il 28 aprile 1945 a Giulino di Mezzegra. Nessun tribunale regolare avrebbe potuto condannarla: non poteva essere accusata di nulla se non di amare l’uomo che la Resistenza e non solo quella avevano interesse ad eliminare. Clara Petacci, non ancora trentenne, fu uccisa continua…