Venduta all’asta l’auto di Claretta Petacci

L’Alfa Romeo 6C 2500 Berlinetta del 1939 appartenuta a Benito Mussolini che ne aveva fatto dono all’amante Claretta Petacci è salita alla ribalta della cronaca. Questo esemplare unico di Alfa Romeo, dopo essere stato dimenticato per circa 21 anni in un fienile in America ed aver effettuato diversi passaggi di proprietà nel corso dei decenni, grazie al nome del primo proprietario, è stata battuta all’asta, pochi giorni fa, a Parigi per l’incredibile cifra di 2 milioni di Euro.

auto Claretta Petacci

Appare e riappare il fantasma di Claretta!

Claretta Petacci, anima inquieta, perseguita le coscienza grigie. Non crediamo ai fantasmi e pensiamo che i tentativi di rilevarli con dispositivi tecnologici sconfinino nel ridicolo. Però, la scuola psicoanalitica, insegna che, molto spesso, alla base di credenze e manifestazioni dell’animo umano, fossero pure delle fantasiose bugie, ci siano dei significati profondi.

Questa Italia, ipocrita, tanto buonista con alcune categorie borderline, stenta a “digerire” l’assassinio di Claretta. Cerca di rimuoverlo ma poi ritorna alla ribalta in forma metafisica.

Autoritratto di Claretta Petacci?

Riceviamo dal sig. Antonio Grosso la foto di un quadro di sua proprietà e dell’ingrandimento della firma dell’autore dello stesso. Una quarantina di anni fa, un esperto d’arte, incaricato dal padre del sig. Grosso, attribuì il dipinto a Claretta dichiarando che si trattava di un “autoritratto di Claretta Petacci in età giovanile”.

Come è noto Claretta Petacci si dilettava di pittura e la sua prima e probabilmente unica personale si tenne nella Sala dei cultori d’Arte a Roma. La presentazione del catalogo fu affidata al critico Piero Scarpa.

Facciamo appello ai nostri visitatori e a tutti quelli che possono aiutarci magari confrontando le firme per stabilire con certezza la paternità dell’opera ritratta nelle foto che seguono. E’ benvenuto qualsiasi commento e interpretazione del dipinto.

Presunto autoritratto di Claretta Petacci

Ingrandimento della firma sul dipinto

Mussolini e Claretta uccisi a villa De Maria

La tesi non è certamente nuova ma c’è un’altra testimonianza che vogliamo riportare. Nella sua autobiografia, il poeta Franco Loi, riporta una confidenza fattagli dall’amico partigiano Piero Bellini delle Stelle, comandante della brigata Garibaldi, responsabile dell’arresto del Duce in fuga sul lago di Como: «L’esecutore, il sedicente comandante Valerio, per certo non era Walter Audisio. Si presentò con un generico foglietto del CLN. L’uccisione di Mussolini e della Petacci avvenne a villa De Maria, a Bonzanigo, la sera prima del giorno in cui fu dichiarata. Bellini, contrario, era stato minacciato con una pistola alla tempia».
L’autobiografia del Loi, curata da Franco Raimondi, con titolo «Da bambino il cielo», è stata recentemente pubblicato dalla Garzanti.

http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Loi

Churchill critico sulla fucilazione di Claretta Petacci

Roma, 11 mag. – (Adnkronos) – Winston Churchill non approvò né tanto meno apprezzò ”il modo con il quale un popolo civile come quello italiano aveva fatto fuori Mussolini”. L’ex premier britannico ”non discuteva la necessità della fucilazione, ma discuteva Piazzale Loreto e, soprattutto, l’inutile fucilazione di Claretta Petacci”. continua…